Castello Vibo: Castello Normanno-Svevo, dede del Museo archeologico statale, dove sono conservate reperti dell'antica Hipponion e della romana Valentia (terrecotte, ceramiche, bronzi, corredi di tombe) e parte della collezione Capialbi-Albanese. Dal castello, che sorge sul sito dell'acropoli di Hipponion, nella parte alta della città, si gode un ampio panorama verso le serre e verso il mare.
Chiesetta di Piedigrotta Pizzo: Scavata nell'alta rupe tufacea a poche decine di metri dall'omonima spiaggia, contiene un originale presepe con decine di figure scolpite nello stesso tufo da A.Barone artista del luogo.
Centro Storico Tropea: Partiamo da via Umberto I, costeggiando la linea dell'antica cinta incorporata nelle abitazioni ma visibile in più punti. La via sbocca su di un piazzale detto Villetta del Borgo da dove si ammira uno stupendo panorama, con al centro l'isola con il suo Santuario. Percorrendo via Indipendenza avendo sulla destra il Palazzo dei Conti Gabrielli si giunge in Piazza Ercole da sempre centro della Città: sulla destra vi é Palazzo Galluppi. Proseguendo per via Duomo si giunge nell'omonima Piazza avendo di fronte la Cattedrale romanico-normanna, struttura molto complessa da visitare con attenzione, si prosegue per via Boiano dopo aver ammirato il Portale del Palazzo D'Acquino, si arriva così a Largo San Francesco, la piazza contornata da alberi ha lungo il suo perimetro numerosi palazzi Signorili: Tranfo, Adilardi, Fazzari, Collareta, Giffone, Di Tocco, Toraldo, vi è anche la chiesa di San Francesco. Proseguendo si passa nel Largo Municipio dove vi é l'ingresso della chiesa del Gesù, entrando, dopo aver ammirato l'interno si può uscire dalla porta laterale trovandosi in un piazzetta denominata "Largo Gesuiti" con ai lati palazzi Barone e Parisi e di fronte il palazzo dei Duchi De Mendoza. Si imbocca quindi via Lauro che, dopo i palazzi De Mendoza e Adilardi da un lato e Toraldo di Francia dall'altro si giunge in Largo Migliarese parte terminale del corso Vittorio E. II con "l'affaccio" balconata a mare da dove si gode un magnifico panorama. Attraversando le piazzette Santa Chiara e Galzerano continuando per via Lepanto si incrocia via Indipendenza dalla quale risalendo per via Rivellini per poi attraversare largo S. Giuseppe si ritorna sul corso Vittorio E. II. L'Attraversamento di questa zona rimasta totalmente medioevale é quanto mai caratteristico.
Visitando Nicotera: Cattedrale, riedificata nel corso del 700 dall'architetto Ermenegildo Sintes, é un bell'esempio di edificio di culto barocco. All'interno sono conservate tele dipinte ad olio raffiguranti S. Girolamo e Transito di Nostro Signore, opere settecentesche di N. Ricciolini, un Crocifisso del 1593 e una Madonna di Antonello Gagini. Nell'Episcopio attiguo alla Cattedrale, Museo dell'arte sacra, preziosa raccolta di dipinti, sculture, manoscritti, arredi e paramenti sacri alcuni dei quali risalenti al 400. Castello Svevo, edificato durante il periodo svevo-angioino e in seguito ricostruito dall'architetto Ermenegildo Sintes nel 1763 su commissione del conte di Sinopoli, Falcone Antonio Ruffo. E' sede del Museo Archeologico che raccoglie reperti del paleolitico e del neolitico (ceramiche impresse provenienti da tombe) e bronzi, ceramiche e terrecotte di età greca, romana e medievale. Archeologicamente interessante é la zona che va dalla Marina alla foce del fiume Mesima presenti vestigia di stanziamento preellenico della prima età del ferro; reliquie di varie necropoli romane, resti dell'antico acquedotto.
Convento di S. Domenico Soriano: Fondato dai frati dell'ordine omonimo, distrutto dal terremoto nel 1654, venne ricostruito a modello dell'Escoriale di Madrid per volontà di Filippo IV di Spagna, e nuovamente danneggiato dal sisma nel 1783. Nelle sue stanze soggiornò l'imperatore Carlo V, qui, secondo gli storici, Tommaso Campanella ordì la congiura contro gli Spagnoli, mentre quattro dei monaci che vi risiedettero divennero pontefici. Conserva il prezioso quadro di S. Domenico, forse achiro-picto, che la tradizione vuole consegnato dalla Madonna a un frate nel 1530.
Certosa di Serra San Bruno: Complesso fondato tra il 1090 e il 1101,primo Convento Certosino in Italia e il secondo di tutto l'ordine, insigne monumento della religiosità medievale, divenuto grazie alla generosità di principi e regnanti un feudo tra i più estesi ed importanti del meridione. Originariamente di stile gotico, alla fine del '500 fu rimaneggiato dal Palladio e successivi restauri furono portati avanti nei secoli XVI-XVIII. All'interno varie opere d'arte, tra le quali: busto reliquario argenteo del 1520 raffigurante San Brunone di probabile scuola napoletana, un pregevole dipinto del '600 raffigurante San Francesco di Paola attribuito a Luca Giordano. Assolutamente vietato l'ingresso alle donne, agli uomini é consentito il Mercoledì e il Sabato dalle ore 16 alle 19. Al contrario accesso per tutti nella biblioteca e nel museo.
Vallelonga: Santuario della Madonna di Monserrato grandioso edificio di culto, meta di continui pellegrinaggi, sul soffitto tre tele del garibaldino Andrea Cefaly. |