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Percorsi
Tropea - Capo Vaticano - TropeaThursday, January 24, 2008

Sono 26 Km di sali e scendi non difficilissimi ma sconsigliabili a chi non ha una ottima preparazione fisica. Si parte da Tropea verso S. Domenica. Prima di raggiungere il paesino si affronta il primo strappo in salita. Superato il paese di S.Domenica si continua a seguire la Statale 522 per circa 8-10Km fino al bivio con Capo Vaticano (subito dopo il passaggio a livello ferroviario). Prima di raggiungere il bivio si affronta per 2 Km la salita che porta a M.Poro. Raggiunto il bivio per C.Vaticano si segue la strada panoramica che porta al Faro (3 Km) abbastanza pianeggiante. Se non siete stanchi vi consiglio di allungare il tragitto seguendo la strada panoramica che porta fino al paesino di S.Maria. Dopo aver raggiunto il faro si ritorna a Tropea seguendo lo stesso tragitto dell'andata. www.tropeabeach.it
Tropea - Spilinga - TropeaThursday, January 24, 2008

38-40Km con 12Km in salita. Partiti da Tropea si segue l'identico tragitto dell'itinerario precedente, fino al bivio verso C.Vaticano. Se prima abbiamo affrontato solo i primi 2Km della salita verso Monte Poro, ora l'affronteremo per intera. Quando si raggiunge il bivio per C.Vaticano, continuare la Statale 522. E' una salita di 12 Km, con un dislivello di 650m. La parte iniziale, fino al paese di Ricadi è abbastanza difficile. Dopo aver superato Ricadi una strada in leggera salita vi portera' nel paesino di Panaia. Qui non svoltate a sinistra, ma andate dritto. Cosi facendo raggiungerete Spilinga, dove affronterete lo strappo piu' duro della salita, ma troppo corto per mettere in difficolta' chi e' allenato. Dopo un tratto pianeggiante affronterete gli ultimi 3 Km con una pendenza omogenea e abbastanza forte. Se siete stanchi questo tratto sembrera non finire mai... Dopo questo strappo si raggiunge la vetta. Seguite ancora la strada pianeggiante per 2Km. Vi portera sulla Statale Vibo - Tropea. Raggiunta la Statale seguitela e buttatevi negli ultimi 10Km in discesa di questo tragitto. La discesa, poco tecnica per la prima parte, un po di piu' nella seconda, vi fara' raggiungere e superare agilmente anche i 60Km orari se vi trovate su una bici da corsa. www.tropeabeach.it
Tropea - Vibo Marina - Vibo Valentia - Mesiano - TropeaThursday, January 24, 2008

Itinerario di 61Km dove troverete pianura, salite e discese. La difficolta in questo tragitto è data soprattutto dalla lunghezza e da una salita. Un buon banco di prova per testare la propria resistenza. Si parte, come sempre, da Tropea e si segue la Statale 522 fino a Vibo Marina. Questo primo tratto lungo 26-27Km e per lo piu pianeggiante, con qualche sali-scendi. Un ottimo tratto per testare la gamba prima della salita che inizia da Vibo Marina. Raggiunto lo svincolo di Vibo Marina prendete quello verso Vibo Valentia. Da qui inizia la prima parte della salita. Questo tratto, lungo 9Km con un dislivello di 450m. non e' durissimo, ma se affrontato male puo bruciarvi le energie in vista del secondo strappo che inizia piu in avanti.. Mentre affrontiamo questo tratto si cambia strada, entrando nella SuperStrada 18, che porta nell'abitato di Vibo Valentia. Superata la città si continua a seguire la 18 in direzione Mileto. In questo itinerario non arriveremo a Mileto ma, dopo 6Km pianeggianti nella 18, seguiamo il bivio a destra che porta a Mesiano e sull'alto piano di M.Poro. Qui si affronta l'ultimo strappo in salita. Nulla di speciale! 5-6Km con vari tratti pianeggianti con un dislivello di 300m, ma vengono dopo molti km di bici.. Dopo questo ultimo strappo si raggiunge l'alto piano di M.Poro. 6Km di sali scendi con vento contrario 360giorni l'anno. Poi, dopo queste fatiche, giù verso Tropea! www.tropeabeach.it
Tropea - Vibo Marina - Vibo Valentia - Mileto - Nicotera - TropeaThursday, January 24, 2008

105Km. Gia il numero incute timore, ma se vi dico che non c'è l'ombra di km pianeggiante? Partiamo da Tropea (di mattina presto!) è seguiamo lo stesso tragitto seguito nell'itinerario precedente, fino a Vibo Valentia. Raggiunto Vibo Valentia seguiamo la SuperStrada 18 direzione Mileto. Questa volta Mileto lo raggiungiamo. La 18 la seguiremo per 25 Km. Questo è un tratto facile, in continua pianura e discesa con solo qualche strappo in salita. Seguita la 18 per questi Km inforcate la strada che porta verso Nicotera (prima di raggiungere la piana di Gioia Tauro). Qui si affrontano 6-7Km di sali scendi, fino ad arrivare ai piedi del colle dove sorge Nicotera. Da qui si affrontano 4Km in durissima salita, con un dislivello di 200m. Raggiunto il paese di Nicotera, affronterete un tratto di 15Km con un panorama mozzafiato! Ma questo panorama ha il suo costo. Questi Km sono sempre in salita o in discesa e con vento contrario. Toccherete i paesi di Joppolo e Coccorino. Raggiunto il paese di Panaia seguite la strada verso sinistra. Affronterete in discesa la salita che vi a portato a M.Poro nel 2°Itinerario. Dopo questa discesa (che vi farà attraversare Ricadi e Orsigliadi) affronterete gli ultim 8Km in pianura con 2 strappetti. Quando supererete S.Domenica fate un respiro di sollievo. Siete ritornati a Tropea, dopo ore di bici. www.tropeabeach.it
Reggio - Fiumara Valanidi - S.Venere di Trunca - GambarieThursday, January 24, 2008

Si parte da Reggio, dalla chiesa di Ravagnese, nell'omonimo rione della zona sud della città dopo l'aeroporto Tito Minniti, si percorrono circa duecento metri in direzione della superstrada jonica, dopo aver oltrepassato un ponticello si inforca sulla destra una stradina che corre parallella alla suddetta superstrada e dopo aver superato l'asciutto e stretto torrente d'Armo si raggiunge il greto della fiumara Valanidi tenendo sempre sulla propria sinistra la superstrada jonica. La percorriamo in direzione est e, dopo circa 5 chilometri di cui 3 di sterrato, si raggiunge la località di Rosario Valanidi (250 metri sl), dove ci si può rifornire d'acqua alla fontana che s'incontra sulla sinistra Si riparte e si passa sull'altra sponda della fiumara attraverso un ponte, si percorre per trecento metri la strada asfaltata in discesa e sulla dx incontriamo un viottolo che sale per il sovrastante Monte Copodo. Qui inizia la dura salita di quattro chilometri che porta, con pendenze in alcuni brevi tratti anche del 25% ma con una magnifica vista sulla sottostante fiumara, alla contrada Gumeno prima e poco più sopra ad Arcoleo (607 metri sl) da dove si può godere di un magnifico panorama della città di Reggio con, sullo sfondo, lo Stretto e la città di Messina e, guardando a sud, la maestosa cima dell'Etna con i suoi pennacchi di fumo; nelle giornate più chiare si staglia in direzione Nord la sagoma del vulcano Stromboli; giunti in cima conviene fermarsi per riprendere fiato e per gustarsi il magnifico panorama offerto dalla natura circostante (si consiglia di portare con sè un buon cannocchiale). Dopo contrada Arcoleo, sulla destra s'inerpica una strada asfaltata che, dopo una salita di circa otto km conduce ai 950 metri di S. Venere di Trunca. Oltrepassato il paese, sulla sinistra si sale per una strada asfaltata che conduce, dopo circa cinque chilometri, alla Statale 183 (1167 metri sl) che sale da Bagaladi e che arriva, dopo altri 18 chilometri di saliscendi asfaltati, a Gambarie. Dalla ridente località aspromontana si può ritornare a Reggio percorrendo i 34 chilometri di discesa che portano al rione Gallico situato a nord della Città dello Stretto. www.aspromontebike.it
Reggio - Fiumara Valanidi - Embrisi - GambarieThursday, January 24, 2008

La partenza e il tragitto iniziale fino a Rosario Valanidi sono uguali a quelli descritti per salire a S. Venere da C.da Arcoleo. Arrivati a Rosario Valanidi, si attraversa il ponte e si sale costeggiando sulla destra la fiumara Valanidi, dopo meno di un chilometro, dopo una curva a destra si scende nella fiumara da dove, dopo aver attraversato un ponticello, inizia la dura salita che porta dopo 3 chilometri di tornanti asfaltati alla C.da Allai (700 mt. slm) si consiglia di fermarsi e alimentarsi adeguatamente prima di affrontare il resto della salita. Si sale ancora duramente e si arriva, dopo circa 4 chilometri all'incrocio con la strada che sale da Motta San Giovanni (850 mt sl), al bivio andare diritto e passando per il Piano del Prete (943 mt slm) e poi per il Campo di S. Antonio si arriva, dopo altri 5 km, alla località Embrisi (1000 mt slm). Dal paese si dipartono due strade, la prima a sinistra conduce al paese di S . Venere, la seconda si immette sulla SS 183 (la strada che partendo dalla SS 106 Jonica porta a Gambarie passando per Bagaladi). Prendere la seconda strada, e dopo circa 3 chilometri ci troviamo a Portella Zagaria (1065 mt slm), andiamo a destra e dopo altri 3 chilometri arriviamo al bivio con la SS 183 (1133 mt slm). Dal bivio andare a sinistra e dopo circa 3 chilometri di falsopiano, attraversando i cosiddetti Piani di Lopa, si arriva al bivio con la strada che sale da S. Venere (1167 mt slm). Da qui si percorre la stessa strada del percorso precedente e dopo circa 18 chilometri eccoci giunti a Gambarie. Per tornare a Reggio si torna indietro per tre chilometri fino alla colonia S. Antonio e da lì, andando a destra, si può percorrere la Provinciale che attraversando Ortì, Straorino e Terreti conduce al rione Condera. Il percorso descritto è meno panoramico di quello che porta alla C.da Arcoleo e a S. Venere, (la Sicilia non si vede quasi per niente) in quanto la salita che porta a Embrisi s'incunea tra le alture circostanti. www.aspromontebike.it
Reggio - Cardeto - GambarieThursday, January 24, 2008

Partiamo dalla Stazione Centrale e, percorrendo la copertura del torrente Calopinace, arriviamo al rione S. Anna e da lì, andando verso Est, ai rioni Spirito Santo e Cannavò, qui ne approfittiamo per riempire le borracce d'acqua ad una fontana situata sulla destra prima del ponte sul Calopinace. Si prosegue e attraversato il ponte si va diritto per affrontare la breve salita e da lì andando a destra in discesa incontriamo il rione San Sperato, da dove si imbocca, dopo circa trecento metri, la strada che sulla sinistra ci porterà a Cataforio, San Salvatore (dove si possono visitare i ruderi della fortezza di Motta S. Agata di cui più sotto è riportata una descrizione) e a Cardeto. Si sale per Cardeto (mt 650 sl) che si raggiunge dopo circa 20 chilometri dalla partenza, la salita non è molto impegnativa, la strada è tutta asfaltata; con la bella stagione si può salire lungo l'alveo della fiumara S. Agata che si vede in tutta la sua bellezza scorrere con la sua portata d'acqua sulla nostra destra (è un percorso che abbiamo inserito nel calendario delle escursioni che faremo nei prossimi mesi). Arrivati a Cardeto ci fermiamo al bivio dove c'è, sulla destra, un tabernacolo che contiene una statua della Madonna, e ne approfittiamo per mangiare le crostatine che avevamo portato con noi (a proposito del mangiare, chi va in bici è bene che non lasci per strada gli involucri di carta o altri contenitori, non ci vuol niente a lasciarli nel primo cassonetto che si incontra per strada, anche così si contribuisce a mantenere la natura pulita così come l'abbiamo trovata). Si riparte e prendendo a sinistra percorriamo altri 11 chilometri di impegnativa salita per arrivare al paese nuovo di Cardeto Nord (mt 1.200 sl), ai bordi della strada si nota la bianca coltre della neve caduta nei giorni precedenti, per immortalare la giornata scattiamo qualche foto al bivio della strada che conduce a Vinco. Salendo ancora pedaliamo lasciandoci sui due lati della strada le distese innevate dei campi di S. Agata dove troneggiano alti alberi di castagno, incontriamo il cartello che indica il cantiere per la costruzione della galleria d'adduzione dell'acqua che provenendo dalla diga del Menta dovrà arrivare alla città di Reggio e dopo circa 4 chilometri, di cui l'ultimo dentro un bosco di castagni, arriviamo al bivio con la SS 183 (mt.1.400). Da qui, facendo molta attenzione alla neve ed al ghiaccio sulla strada, dopo circa 5 Km arriviamo a Gambarie invasa da una moltitudine di turisti e sciatori che offrivano una piacevole nota di colore. Nella ridente località turistica la temperatura era di circa 6 gradi ma, grazie all'insolazione fornita da una giornata assolata ed anche grazie a come eravamo equipaggiati, noi non abbiamo sofferto più di tanto il freddo. Dopo aver fatto un giro per la cittadina abbiamo intrapreso la strada di casa e scendendo per S. Stefano, S. Alessio e Laganadi siamo arrivati a Reggio. La salita che abbiamo affrontato in questo itinerario, secondo il mio parere, è quella meno impegnativa di quelle che portano a Gambarie, le rampe affrontate non sono di quelle "tagliagambe", si può pedalare anche con rapporti medi. www.aspromontebike.it
Reggio - PentedattiloThursday, January 24, 2008

L'itinerario qui descritto si può inserire di diritto tra quelli di interesse storico-culturale, infatti andiamo a visitare il paese abbandonato di Pentidattilo che è arroccato su una collina sopra Melito Porto Salvo. i può partire dalla Chiesa di Ravagnese (nell'omonimo rione alla periferia sud di Reggio Calabria), dove ci si può rifornire d'acqua, percorriamo la vecchia statale 106 (nazionale) che attraversa le località S. Gregorio, Pellaro, Bocale, Lazzaro dove c'immettiamo sulla SS106 e dopo 20 km dalla partenza affrontiamo il Capodarmi (90 mslm), proseguendo verso Melito raggiungiamo l'uscita per Annà di Melito dove, andando a sinistra, dopo circa 500 metri svoltiamo ancora a sinistra per affrontare i circa 4 chilometri della salita che ci porterà ai 300 mt di Pentidattilo. Nell'affrontare la non impegnativa salita abbiamo modo di ammirare il volo di quattro grossi corvi che, gracchiando, volteggiano a poca distanza sulle nostre teste e ne approfittiamo per scattare alcune foto al panorama circostante tra cui il versante sud/est della collina che sovrasta Pentidattilo. Raggiunto il borgo con le sue case diroccate, affrontiamo una ripida e breve rampa in cemento che ci porta davanti alla chiesa dove lasciamo le mtb per fare un giro tra i ruderi. Percorrendo una stretta scalinata alle spalle della chiesa raggiungiamo la sommità della collina dove ci sono i ruderi del castello e da dove si possono ammirare i contrafforti preaspromontani. www.aspromontebike.it
Reggio - S.Trada - S.Roberto - S.Peri - RosalìThursday, January 24, 2008

Questo, è uno dei percorsi che i biker reggini utilizzano come palestra d'allenamento per affinare le capacità tecniche di guida della mtb, infatti nell'itinerario sono compresi dei tratti di sterrato abbastanza impegnativi. Appuntamento a Reggio a Piazza De Nava, dove ci si può rifornire d'acqua. Si procede in direzione Nord e si attraversano i rioni Archi, Gallico, Catona e il Comune di Villa San Giovanni; giunti, dopo 18 chilometri, allo svincolo dell'Autostrada A3 di Santa Trada (mt 33 slm) inizia la salita che ci conduce dopo circa 3 chilometri al pilone di Santa Trada (mt 200 slm) che fino a non molto tempo fa era utilizzato per trasportare la corrente elettrica ad alto voltaggio in Sicilia e viceversa (ora le linee elettriche attraversano lo Stretto di Messina adagiate sul fondo del mare); dopo altri 3 Km arriviamo ad un pianoro (mt 320 slm) da dove si domina lo Stretto di Messina con sullo sfondo la punta di Nord Est della Sicilia con i laghi di Ganzirri e più in là si possono ammirare anche le isole Eolie. Ripartiamo e, dopo aver attraversato un uliveto, incontriamo dopo un chilometro di asfalto un sentiero che sulla sinistra sale per il fianco della montagna, si pedala per un chilometro su una carrareccia malridotta a causa dell'erosione delle piogge e nell'ultimo tratto si attraversa un castagneto; terminato lo sterrato (mt 455 slm) pedaliamo per altri due km su asfalto per arrivare in cima dopo un altro km di sterrato pedalabile (mt 640 slm), questo è il punto più alto del percorso. Affrontiamo la discesa di 1,5 Km dal fondo stradale sconnesso ed incrociamo la strada che conduce a Melia di Scilla (mt 586 slm), andiamo a sinistra e dopo 20 metri svoltiamo a destra per la frazione Colella di S. Roberto che raggiungiamo dopo 4 chilometri di impegnativa discesa (mt 250 slm). All'incrocio con la SS 670 saliamo verso San Roberto che raggiungiamo dopo due chilometri e, attraversato il paese, proseguiamo verso destra in salita per la località San Peri (mt 380 slm). Qui inizia la nuova arteria di collegamento San Peri-Villamesa, il primo tratto della strada è asfaltato mentre nel tratto finale i lavori sono sospesi (al momento)... percorriamo un centinaio di metri con la bici in spalla, alla fine dello sterrato incrociamo la strada che conduce a Villamesa (mt 410 slm) e da qui andiamo a destra per affrontare i 2,5 Km della discesa "'ra Maronnuzza", si tratta di una mulattiera erosa dalle piogge e a metà strada arriviamo ad un pianoro panoramico dove è collocata la statua dell'Immacolata Concezione (mt. 350 slm), dopo una breve sosta riprendiamo a scendere lasciandoci sulla nostra destra il sottostante alveo della fiumara San Roberto per arrivare, dopo un ultimo tratto di ripida discesa, a Rosalì (mt 130 slm). Dal paese raggiungiamo la SS 18 per concludere la nostra fatica a Reggio dopo 58 chilometri dalla partenza. www.aspromontebike.it
Gambarie - MontaltoThursday, January 24, 2008

Si parte da Gambarie (1300 m.Slm) e da Piazza Mangeruca percorriamo la SS 183 in direzione Sud verso Bagaladi/Melito. Dopo aver attraversato località Tre Aie, si prosegue per qualche centinaio di metri e sulla sinistra incontriamo la strada che conduce a Montalto. Sulla destra, prima di imboccare la strada ci sono due cartelli, uno abbastanza grande che indica i lavori per la costruzione della Diga sul Menta, e l'altro più piccolo che indica invece il Santuario della Madonna di Polsi. La strada comincia a salire dolcemente. Si continua a seguire normalmente la strada che dopo 4 Km di strada dissestata ed una serie di tornanti in salita si arriva ad un bivio sulla destra (1593 m.Slm). Questo è preceduto poco prima dallo stesso cartello visto in precedenza e che segnala i lavori per la costruzione della Diga sul Menta. Si continua, lasciandoci sulla destra questa strada che appunto conduce alla diga. Si supera subito la zona denominata Tre Limiti salendo ancora con qualche tornante fino a raggiungere i (1779 m. Slm) di Contrada Nardello I. Anche qui incontriamo sulla destra una strada in salita che conduce a l'ex base U.S.A.F. Si continua sempre diritto fino ad arrivare a Contrada Nardello II (1779-1800 m.Slm). Dopo aver superato l'area che sulla carta viene indicata come Monumento di Nino Martino (1788 m.Slm) e subito dopo Contrada Caddeo (1808 m.Slm) si affronta una piccola e leggera discesa per poi riprendere la strada in salita fino a Contrada Materazzelli (1825 m.Slm). Manca poco, si prosegue fino ad arrivare alla base di Montalto (1852 m.Slm). Sulla sinistra si trova il cartello che indica la statua del Redentore e i 1956 m del monte che "Lo ospita". Sulla destra inizia il sentiero che delimitato da una staccionata sale dolcemente fra la vegetazione fino ad arrivare là dove la natura lascia il posto alla meravigliosa statua del Redentore ed alla Rosa dei Venti. Montalto detto anche monte “Cocuzza” è la vetta più alta dell’Aspromonte, (1956 m. Slm) impreziosita dalla presenza della statua in bronzo del Redentore e della Rosa dei Venti. Lo spettacolo; il panorama, di cui si può godere dalla sua vetta è bellissimo. Per celebrare l’Anno Santo 1900 nacque l’idea di realizzare venti monumenti dedicati al Redentore su alcune montagne d’Italia, e Montalto fu una delle montagne prescelte. Inizialmente la statua del Redentore si ergeva su una base alta circa 10m. ma col trascorrere degli anni e a causa delle intemperie, questa fu danneggiata e da allora fu ricostruita due volte. Da un paio d’anni, precisamente dal mese d’agosto del 1994, alla distanza di qualche metro dalla statua, vi è una Rosa dei Venti, in bronzo, su un blocco di pietra dalla forma conica. Si deve al G.E.A. (gruppo escursionisti d’Aspromonte) l’idea e la realizzazione della Rosa dei Venti e ai Club Rotary e al Lions Club di Reggio Calabria il merito di aver concretamente sostenuto l’iniziativa, dando anche a noi la possibilità di ammirare quest’opera. Montalto è una delle mete privilegiate dagli escursionisti, grazie ai suoi immensi panorami: la Sicilia, con le isole Eolie, con lo Stromboli, l’Etna, i paesi dell’alto Ionio, la costa Tirrenica, ed anche oltre quando però le buone condizioni metereologiche lo permettono. www.aspromontebike.it
Gambarie - Mausoleo Garibaldi - Puntone l'Albara - MontaltoThursday, January 24, 2008

Si parte da Gambarie (1325 m. Slm) (K.21) e dalla P.zza Mangeruca si imbocca la SS 183 in direzione Nord verso il laghetto Rumia (1330 slm.) dove si arriva dopo aver percorso i 2,5 km di asfalto. Giunti al laghetto Rumia ci si immette sulla sterrata che a monte del laghetto ci permette di pedalare immersi in una rigogliosa faggeta per arrivare dopo un chilometro ai Piani di Quarti. Si pedala sempre all'ombra degli alberi e dopo circa 2 km di saliscendi fare attenzione al bivio (1413 slm) che sulla sinistra ci condurrà, attraverso una discesa sterrata abbastanza impegnativa, dopo altri 4 km al Mausoleo a Garibaldi (1205 mt slm). Dal Mausoleo a Garibaldi si riparte per affrontare la strada sterrata che con alcuni saliscendi di bassa difficoltà ci condurrà dopo 7 chilometri al Ponte dell'Albara (1448 mt slm) e da qui dopo altri 2,5 km di saliscendi più impegnativi dei precedenti arriviamo all'inizio della salita (1484 mt. slm) che ci porterà a Puntone l'Albara, al bivio andare a destra, continuando diritto si giunge ai Piani di Carmelia. Dal Mausoleo a Garibaldi si riparte per affrontare la strada sterrata che con alcuni saliscendi di bassa difficoltà ci condurrà dopo 7 chilometri al Ponte dell'Albara (1448 mt slm) e da qui dopo altri 2,5 km di saliscendi più impegnativi dei precedenti arriviamo all'inizio della salita (1484 mt. slm) che ci porterà a Puntone l'Albara, al bivio andare a destra, continuando diritto si giunge ai Piani di Carmelia. La salita di 5 km è abbastanza impegnativa anche per il terreno che in diversi punto è fortemente eroso dalle piogge. Dopo circa 2 km. arriviamo a Puntone Albara (1697 mt. slm), ancora 1,5 km di salita e fare attenzione alla biforcazione (1762 mt. slm), andare a destra e dopo altri 1,5 km con un tratto in discesa abbastanza impegnativo ed un passaggio di un ruscello si arriva in uno spiazzo dove s'incrociano 4 strade (1781 mt. slm). Da qui prendere la salita sulla sinistra e dopo altri 300 metri ci immettiamo sull'asfaltata che sale da Gambarie (1811 mt. slm). Per arrivare a Montalto andiamo a sinistra e dopo altri 1,5 di salita asfaltata ma alquanto sconnessa arriviamo ai piedi della montagna più alta dell'Aspromonte (1850 mt. slm). Sulla sinistra si trova il cartello che indica la statua del Redentore e i 1956 m del monte che "Lo ospita". Sulla destra inizia il sentiero che delimitato da una staccionata sale dolcemente fra la vegetazione fino ad arrivare là dove la natura lascia il posto alla meravigliosa statua del Redentore ed alla Rosa dei Venti. Per tornare a Gambarie d'Aspromonte percorriamo a ritroso per circa 2 km la stessa strada dell'andata e poi si continua, sempre in discesa, per giungere dopo 17 km in Piazza Mangeruca a Gambarie. Sulla strada del ritorno si attraverseranno le località Materazzelli, Menta Cavalieri, Nardello I e II, l'ex base Usaf. www.aspromontebike.it
Gambarie - Diga sul Menta - Cascate dell'AmendoleaThursday, January 24, 2008

Si parte da Gambarie (1300 m. Slm) (K.21) e dalla P.zza Mangeruca si torna dalla SS 183 in direzione Reggio C. verso il bivio Gornelle (K.25). Dopo aver attraversato Fontane Tre Aie (K.23) sulla sinistra, si prosegue per qualche centinaio di metri e sempre sulla sinistra vi è stavolta la strada che conduce a Montalto. Sulla destra, prima di imboccare la strada ci sono due cartelli, uno abbastanza grande che indica i lavori per la costruzione della Diga sul Menta, e l'altro più piccolo che indica invece il Santuario della Madonna di Polsi. Si percorre la stessa strada per arrivare a Montalto (primi 4 Km), soltanto che al bivio della località Tre Limiti (1593 m. Slm), questa volta si piega a destra per percorrere la strada che porta alla Diga sul Menta. La strada è in buone condizioni e dopo circa 7 Km termina al cantiere. Non vi è possibilità di errore, perchè la strada prima in leggera salita e poi quasi in pianura porta dai (1593 m. Slm) del primo bivio alla località che sulla cartina viene denominata Cacciadiavoli. Anche qui vi è un bivio che si incontra sulla destra in discesa. L'area è abbastanza larga tanto da formare una specie di "piazzetta", formata appunto da questo incrocio (1680 m. Slm). Si continua sempre diritto, stavolta in discesa, fino ad arrivare alla zona che sulla cartina viene denominata Testa dell'Uomo. Bisogna fare attenzione in quanto la strada che percorriamo, una volta arrivati vicino questa località, continua sempre diritto. Anche qui la zona è abbastanza ampia, soltanto che a causa della discesa è facile sbagliare in quanto viene naturale continuare. Bisogna invece piegare a sinistra e continuare sempre in discesa superando i Piani di Salo fino ad arrivare alla Diga del Menta (in costruzione) (1370 m. Slm). Per attraversare il cantiere è necessaria l'autorizzazione; sulla sinistra, accanto ad una casa in legno, c'è una strada asfaltata che in discesa porta alla "base" del percorso. Ad ogno modo bisogna portarsi sulla riva sinistra, dove in prossimità di una piccola fontana, riprende una pista. Bisogna seguirla, evitando di prendere la deviazione a destra che finisce nel torrente, salire fino al prossimo bivio, dove stavolta prendiamo la deviazione a destra, facilmente individuabile da tre tronchi piantati a terra, che tra pini e faggi prima scende quasi a sfiorare il corso d'acqua; poi sale ripidamente fino ad arrivare in una radura che s'affaccia sulla Vallata della Fiumara Amendolea che consente di intravedere Roccaforte del Greco. Il percorso costrige spesso a scendere dalla bici, per via dei numerosi sassi, ma anche perchè la salita è ripida e stretta. Lungo il percorso è presente qualche cartello e una recinzione in filo spinato semi distrutta (da seguire fino a che non termina). Il sentiero continua fra i pini, e dopo aver superato una sorgente, consente la vista parziale delle cascate. Bisogna prestare molta attenzione, (noi abbiamo proseguito scendendo dalla bici), per via di un pendio franoso e ingombro di sassi; fino ad arrivare al punto panoramico, da qui si ha la visione completa delle Cascate dell'Amendolea. Il nostro percorso si è concluso qua, ma vi è la possibilità di percorrere una discesa ripida a sinistra che conduce al letto della fiumara, e dopo un breve tratto, al bel laghetto ai piedi delle cascate. Le Cascate dell'Amendolea sono una delle mete più frequentate dell'Aspromonte, per la brevità del percorso, ma soprattutto per lo spettacolo naturale che regalano. Purtroppo l'uomo anche in questo angolo di Paradiso, ha lasciato il segno con i lavori per la costruzione della Diga sul Torrente Menta, i quali si trascinano ormai da tempo e che sinceramente non sono una bella "cornice". Ma dopo aver superato questa zona, la natura riprende l'originario splendore e la vista delle cascate vi assicuro è meravigliosa. www.aspromontebike.it
Gambarie - Montalto - Pietra CappaThursday, January 24, 2008

Con questo itinerario si va nella parte orientale del massiccio dell'Aspromonte, dove ci sono caratteristiche formazioni rocciose che prendono il nome di "Pietra", così a monte dei paesi di Canolo, Antonimina, Ciminà, Cirella, Platì, San Luca, Natile si possono ammirare le formazioni rocciose forgiate da millenni di erosione degli agenti atmosferici: Pietra Cappa, Pietra Castello, Pietra di Febo, le Torri di Canolo, la mole rocciosa dei Tre Pizzi, le Rocce di S. Pietro. Tutta la zona della vallata delle Grandi Pietre richiama alla mente paesaggi della Cappadocia. La meta principale dell'escursione è Pietra Cappa (da "cauca" che vuol dire vuota o scavata nel tufo) un possente monolito alto circa 100 metri che svetta imperioso tra fitti boschi di leccio, la pietra è un simbolo per gli abitanti della zona caratterizzata da un'ampia fessura che permette un agevole passaggio alla sua base. Si parte da Gambarie d'Aspromonte (1300 mt sl) direzione nord imboccando la SS 183 per raggiungere dopo 2,5 km il bivio per il laghetto di Rumia in località Pidima, a monte del laghetto vi è un sentiero immerso in un fitto bosco che percorriamo per un chilometro circa per arrivare alla radura dei Piani dei Quarti dove sulla destra inizia la salita che ci condurrà dopo 7 chilometri di media difficoltà alla località di Acqua della Face e dopo un altro chilometro sull'asfaltata che provenendo da Gambarie porta al massiccio del Montalto. Andiamo a sinistra e dopo circa 6 chilometri di salita asfaltata arriviamo alla base del Montalto (1850 mt slm). Per arrivare in cima al Montalto o Monte Cocuzza percorriamo uno stretto e sinuoso sentiero (fruibile anche in bici) delimitato da una staccionata, arrivati in cima al monte si può ammirare la statua del Redentore lì posta in occasione del Giubileo del 1900 per volontà del Papa Leone XIII e sottoposta nel 1975 ad un lavoro di restauro resosi necessario per i gravi danni subiti dalla statua causati dalle intemperie e dai fulmini. Sulla cima del Monalto è posta anche una suggestiva Rosa dei Venti realizzata a cura del Gruppo Escursionisti d'Aspromonte di Reggio. 100 metri prima del Montalto, sulla sinistra si incontra una strada dall'asfalto alquanto sconnesso che conduce dopo 9 chilometri di discesa al bivio in località di Monte Fistocchio tralasciamo la strada di sinistra che conduce ai Piani di Junco e proseguiamo sull'asfaltata seguendo il cartello che indica il Santuario di Polsi, si prosegue sempre sull'asfalto avendo cura di andare a sinistra al successivo bivio per il Santuario di Polsi, proseguendo anche con tratti in salita arriviamo (tralasciando sulla sinistra le deviazioni per il Passo della Cerasara prima e successivamente per l'antico sentiero di Misafumera "Monte tra due fiumare") al panoramicissimo Pianoro di Serro Cropanelli (1320 mt slm). Da qui inizia una impegnativa discesa sterrata di 10 chilometri (fare attenzione ad alcuni tratti pietrosi) che ci permetterà di arrivare dapprima al Casello Forestale di Carrà e poi, dopo un tratto di asfalto, al bivio che sulla sinistra porta al casello di San Giorgio, la discesa e la successiva salita sono sterrate e intervallate da una fiumara ma non presentano eccessive difficoltà. Terminato il breve tratto di salita andare a destra per raggiungere il vicino casello forestale di San Giorgio, da qui si può raggiungere la base di Pietra Cappa percorrendo (anche con la mtb) un tortuoso sentiero che con dei saliscendi conduce alla base del monolito. Caratteristica è la stretta fenditura alla base della Pietra formatasi da un lastrone di pietra rimasto inclinato ed appoggiato alla sovrastante struttura. Per il ritorno a Gambarie si può utilizzare la stessa strada dell'andata con la deviazione che si incontra sulla destra al bivio di Monte Fistocchio e che conduce dapprima ai piani di Junco e, svoltando a sinistra, successivamente ai Piani di Carmelia, questa deviazione consentirà di evitare la dura ascesa di 9 chilometri per Montalto. Giunti al Villaggio di Carmelia contraddistinto da un'attrezzata area pic-nic adiacente alla chiesetta di Maria SS. della Salute, andiamo a sinistra dapprima dentro una fitta pineta e successivamente dentro una lussureggiante faggeta. La strada è molto compromessa con diversi tratti pietrosi ma non presenta eccessive difficoltà, il secondo tratto è su asfalto in discesa che ci permetterà di immetterci sulla SS 183 proveniente da Delianuova. Al bivio, contraddistinto da un cartello del Parco Nazionale d'Aspromonte, andare a sinistra dapprima in discesa e poi in salita che ci condurrà dopo circa 15 chilometri a Gambarie d'Aspromonte. Il percorso tra andata e ritorno misura circa 80 chilometri e, considerato il suo dislivello, sarebbe opportuno dividerlo in due giorni prevedendo un pernotto al casello di San Giorgio fruibile dietro richiesta autorizzazione al Corpo Forestale dello Stato. www.aspromontebike.it
Gambarie - Canovai - MontaltoThursday, January 24, 2008

Con questa escursione si va nella parte sud orientale del massiccio dell'Aspromonte, nella zona dei torrenti Aposcipo e Ferraina che lungo il loro percorso danno vita alle cascate Palmarello e Forgiarelle, ci sarà pure l’opportunità di “scalare” la vetta più alta dell’Aspromonte il Montalto o Monte Cocuzza. La meta principale dell'escursione è il casello forestale di Canovai che si trova al centro di una riserva naturale forestale curata e gestita dall’Ufficio Territoriale per la biodiversità di Reggio Calabria, il rifugio forestale di Canovai può essere il punto di partenza per visitare le meravigliose cascate Forgiarelle e Palmarello che si trovano a circa 3 chilometri dal casello. Si parte da Gambarie d'Aspromonte (1300 mt sl) direzione nord imboccando la SS 183 per raggiungere dopo 2,5 km il bivio per il laghetto di Rumia in località Pidima, a monte del laghetto vi è una sterrata immersa in un fitto bosco che percorriamo per un chilometro circa per arrivare alla radura dei Piani di Quarti (lì vicino vi è l’Azienda agricola Versaci) dove sulla destra inizia la salita che ci condurrà dopo 6 chilometri di media difficoltà alla località di Acqua della Face (sulla sinistra sgorga una sorgente) e, dopo un altro chilometro, sull'asfaltata che provenendo da Gambarie porta al massiccio del Montalto. Giunti sull’asfalto andiamo a sinistra e dopo circa 2,5 chilometri di salita arriviamo alla località Menta Cavalieri (1810 mt sl) segnalata da un pannello realizzato, come tutti gli altri pannelli di segnalazione, dal Corpo Forestale dello Stato. Sulla destra parte il tratto sterrato in discesa che è segnalato con un segnavia con i colori rosso bianco rosso (sono i colori che indicano il percorso che gli antichi abitanti di Bova nel versante jonico reggino utilizzavano per arrivare a Delianuova sul versante nord dell’Aspromonte), sono circa sette chilometri di discesa con una salita finale di 500 metri che ci condurranno al bivietto di Pollia (1596 mt sl) dove sulla sinistra si diparte un sentiero non segnalato in discesa, il tratto di 3,5 chilometri è abbastanza tecnico e richiede una particolare attenzione nell’affrontarlo. Alla fine della discesa si arriverà sul torrente Aposcipo su cui recentemente è stato costruito un ponte in legno che ne faciliterà l’attraversamento. Subito dopo il torrente vi è una sbarra chiusa facilmente aggirabile, questo è il limite occidentale della riserva forestale di Canovai. Adesso si pedalerà per circa 4 chilometri in piano per arrivare al Villaggio Canovai (1354 mt sl) dove vi è l’attrezzato rifugio gestito dall’Ufficio Territoriale della Biodiversità di Reggio Calabria. Attraversati i due cancelli in legno che delimitano il casello si pedalerà per un certo tratto su una carrareccia che costeggia il torrente Ferraina per attraversarlo grazie ad un ponticello, da qui inizia una salita sterrata di circa 5 km (ai bivi andare a sinistra) prima di affrontare una discesa che ci condurrà prima ad una fontana fiancheggiata da un ruscello e poi al rifugio di Giardini o Pagliai. Il rifugio è sempre aperto ed è stato costruito apposta per consentire un comodo ricovero in caso di intemperie o imprevisti che possono capitare in montagna. Lasciato la bianca casetta si arriverà dopo 500 metri sulla strada asfaltata che proviene dal rifugio di Canovai, al bivio andare a destra e dopo altri 2,5 km dei quali l’ultimo sterrato si arriverà alla radura di Materazzelli (1825 mt sl). Qui si incrocia l’asfaltata Gambarie – Montalto, andando a destra dopo 2, 5 km di salita giungeremo alla base di Montalto (1855 mt sl). Per arrivare in cima al Montalto o Monte Cocuzza percorriamo uno stretto e sinuoso sentiero (fruibile anche in bici) delimitato da una staccionata, arrivati in cima al monte si può ammirare la statua del Redentore lì posta in occasione del Giubileo del 1900 per volontà del Papa Leone XIII e sottoposta nel 1975 ad un lavoro di restauro resosi necessario per i gravi danni subiti dalla statua causati dalle intemperie e dai fulmini. Sulla cima del Montalto è posta anche una suggestiva Rosa dei Venti realizzata a cura del Gruppo Escursionisti d'Aspromonte di Reggio. Da Montalto per tornare a Gambarie pedaleremo in discesa sull’asfaltata Gambarie – Montalto, sono 17 chilometri di asfalto in discesa intervallati da qualche piccolo “strappetto”. Il percorso tra andata e ritorno misura circa 70 chilometri e, considerato il suo dislivello, sarebbe opportuno affrontarlo con una buona preparazione. www.aspromontebike.it
Reggio - Vito Sup. - OrtìThursday, January 24, 2008

Si parte dal Piazzale del Ponte della Libertà di Reggio Calabria (di fronte Supermecato Quiper) direzione est lungo le bretelle che coprono il torrente Annunziata per raggiungere la frazione di Vito Inferiore e successivamente quella di Vito Superiore (sotto il ponte della Tangenziale andare a sinistra). A Vito Superiore si incontra una dura salita di circa 200 metri dalle forti pendenze, alla fine della quale vi è una fontana dove ci si può fermare per riempire le borracce e....per riprendere fiato, fin qua sono 3 chilometri di asfalto. Subito dopo la fontana, sulla sinistra inizia il sentiero che gli antichi abitanti delle montagne utilizzavano per scendere a Reggio, il primo tratto è un misto di pietrisco e in qualche punto sabbia ma abbastanza comodo e pedalabile. Dopo circa 2 chilometri inizia un tratto di argilla che con le piogge può creare qualche problema di scorrevolezza, la salita si fa più accentuata ma con i giusti rapporti si riesce a superarla agevolmente. Terminata la salita si pedala per un tratto in piano prima di affrontare una discesa dove bisogna fare attenzione a causa di alcune curve a gomito e della sabbia che in alcuni tratti ha ricoperto l'asfalto, il secondo tratto della discesa è su fondo sterrato. Si supera un ponticello su un torrente e si affronta la salita finale che ci porterà al paese di Ortì, per circa 2 chilometri il fondo è dissestato ma pedalabile, quando si arriva sull'asfaltata andare a destra e dopo circa un chilometro eccoci arrivati alle prime case del paese. Il ritorno a Reggio si può effettuare per la strada asfaltata che scende ad Archi Carmine percorrendo a ritroso il breve tratto finale dell'andata per continuare verso la località di S. Nicola e poi buttarsi in picchiata nell'impegnativa discesa di circa 5 chilometri che ci condurrà sulla Statale 18 alla periferia di Reggio. www.aspromontebike.it
Giro di Fanes Monday, November 19, 2007

Caratteristiche: E’ un giro classico per la MTB e si snoda dentro il Parco Naturale di Fanes, Sennes e Braies. I panorami sono magnifici e ricompensano di tutta la fatica che occorre per compiere questo itinerario. Consigliato un buon allenamento a causa delle salite piuttosto ripide che ci sono. Cartografia: Tabacco 1:25.000 Carta N.3 Da S.Vigilio di Marebbe si prende per il rifugio Pederù. Consigliabile la variante sterrata che c’è a destra, si evita qualche km di asfalto. Poi si sale facilmente, sempre su asfalto, fino al Rifugio Pederù (1500m circa). Da lì prendere per il Rif. Fanes su sterrato (la strada ripidissima che viene giù alla vostra sinistra è quella per i Rifugi Fodara e Sennes e si farà al termine in discesa). Si sale subito forte verso Fanes, i primi tornanti sono veramente impegnativi, poi spiana per 1 km circa in corrispondenza di un laghetto. La strada riprende a salire ma in modo più abbordabile verso il Rif. Fanes. Il posto è molto bello, ci sono laghetti, fiumiciattoli e pascoli tutt’intorno. C’è anche un altro rifugio nei pressi: il Lavarella. Purtoppo noi quando siamo arrivati è cominciato a piovere e ci siamo dovuti fermare un’oretta. Alla ripartenza dal rifugio (piovendo) ci sono alcune rampe, di cui l’ultima micidiale (ma non siamo scesi) che ci portano al Passo di Limo (2150 metri), dove c’è l’omonimo lago. Qui abbiamo perso un po’ di tempo per decidere se scendere giù o tornare indietro a causa del tempo, ma poi abbiamo deciso di scendere comunque. Decisione azzeccata perché poi è venuto addirittura il Sole. Si scende prima a Malga Fanes Grande, occhio perché qui bisogna girare a sinistra, non continuare dritto per il sentiero 11 sennò si va a finire a S.Cassiano in Val Badia. La discesa è bella e divertente, si segue sempre il fiume e si incontra il Lago di Fanes. Sul finire la strada diventa più bella e si incontrano le segnalazioni per la cascata di Fanes, da visitare (a piedi). dfgergwetettytwe
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Tuesday, February 07, 2012